posted on 20.01.12 13:12:13 What the %@&*! Happened to Comics?

Art Spiegelman al Circolo dei Lettori ci racconta cosa sono i fumetti, quali sono quelli che piacciono a lui e che visione ha dei comic. Uno speech interessantissimo, divertente e molto intelligente, raccontato da una persona affascinante e coltissima.

Mi raccomando, non chiedetegli mai “Perchè i topi?”

Grazie a Pencil che mi ha fatto compagnia!

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posted on 18.01.12 14:13:05 Four Lions

Si può parlare di un argomento serissimo, tragico e attualissimo e nello stesso tempo far morire dal ridere, senza mancare di rispetto e con molta intelligenza?

Four Lions ci riesce, raccontando la storia di un gruppo di estremisti islamici londinesi, che cercano di organizzare un attentato facendosi esplodere durante una maratone. Ci fa vedere la preparazione del piano, l’addestramento di un paio di loro in Pakistan, il lavoro per preparare gli esplosivi e testarli, i rapporti tra i membri del gruppo e con le famiglie. Tutto molto serio, in teoria. Ma il tutto viene presentato enfatizzando a dismisura gli aspetti paradossali e surreali dell’estremismo, e come risultato il film fa riderissimo.

Ma ridere tanto, non ghignavo così guardando un film da un bel po’ (siamo ai livelli di Anchorman come risate, anche se sono ovviamente due film molto diversi).

Molto bello e sorprendente.

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posted on 10.01.12 14:06:06 Un mese con il Kindle

Il 12 dicembre Amazon ha iniziato a vendere ufficialmente anche in Italia il famigerato Kindle. Io l’ho ordinato all’istante, e il giorno dopo era già nelle mie mani (eccellente la velocità di spedizione di Amazon).

Era dall’estate che mi frullava in testa l’idea di comprare un ebook reader: deluso all’impossibilità pratica di portarmi A Dance with Dragons al mare (quel libro pesa dieci chili), mi era venuta voglia di un aggeggio che risolvesse definitivamente questo tipo di problemi. 

Dopo un mese di utilizzo abbastanza intenso, con l’equivalente di circa un migliaio di pagine lette,  direi il Kindle risponde perfettamente a questo tipo di necessità.

E’ piccolo, è leggero, nella borsa non lo si sente neanche, sta perfettamente nella tasca posteriore dei pantaloni, e tenerlo in mano è comodissimo e per niente faticoso. E la lettura è stupefacente: lo schermo eink è quasi indistinguibile da un foglio di carta, non affatica affatto gli occhi e si può leggere per ore e ore senza alcuna difficoltà.

Dal punto di vista hardware, il Kindle è semplicissimo: uno schermo, una croce direzionale e quattro pulsanti nella parte inferiore, e sui lati i pulsanti per andare avanti e indietro con le pagine. In particolari, questi tasti sono perfetti: nè troppo duri nè troppo molli, sono perfettamente posizionati in modo da essere sempre a portata di dito, e permettono il cambio pagina in modo semplice e senza dover coprire lo schermo con la mano. La batteria è eterna, mi è arrivato quasi completamente carico e l’ho ricaricato un volta sola pochi giorni fa.

L’interfaccia è molto semplice: una lista di titoli, si seleziona quello che si vuole leggere e si viene subito portati al punto in cui eravamo rimasti. Ci sono poi una serie di simpatiche feature, non fondamentali ma che possono essere utili, come il dizionario integrato (in italiano, inglese e un botto di altre lingue), o la possibilità di scrivere note (molto scomodo con la tastiera a schermo) o sottolineare passaggi.

L’aggeggio ha il wifi, utile sostanzialmente per collegarsi al wireless di casa e accedere allo store di Amazon. C’è anche un browser, ma navigare è decisamente scomodo.

E a proposito di store di Amazon, l’esperienza dello shopping sul Kindle è decisamente buona: è possibile vedere i titoli in primo piano e fare ricerche, e con un solo click si completa l’acquisto, che viene scaricato all’istante. Anche i prezzi sono buoni, i bestseller costano all’incirca la metà dell’edizione cartacea e ci sono sempre molti titoli in offerta, e tanti classici gratuiti.

In definitiva, il Kindle fa una cosa sola, ma la fa benissimo: ti fa leggere. E dopo un po’ che lo si ha in mano, ci si immerge nella lettura e ci si dimentica che lo si sta facendo su un coso elettronico e non su un tradizionale libro di carta. E questo penso sia il miglior complimento che gli si possa fare.

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This is racist. posted on 03.01.12 09:57:59

This is racist.

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posted on 09.12.11 18:37:06 L’amore che resta

Questo è il bizzarro titolo che hanno dato in Italia a Restless, l’ultimo film di Gus van Sant (L’amore che RESTa, RESTless, ovvio, no?).

Racconta la storia di Enoch, un ragazzo, orfano di entrambi i genitori a causa di un incidente d’auto a seguito del quale entra coma, poi si risveglia, gli viene un carattere tutto strano e ombroso, il suo unico amico è il fantasma di un kamikaze giapponese che vede solo lui e ha come hobby quello di andare ai funerali di sconosciuti. A uno di questi conosce Annabel, una ragazza carina e con un tumore al cervello che le concede solo tre mesi di vita. I due si innamorano riuscendo a incastrare le loro sfighe in una relazione dolcissima e leggera.

Detta così sembra un drammone pesantissimo, invece no: senza mai far passare in secondo piano la tragicità della situazione, la storia fra i due protagonisti è viva e vitale, divertente e tenerissima, buffa e surreale come i vestiti che indossano nelle varie situazioni.

Lei è l’Alice di Alice in delusionland, non l’avrei mai riconosciuta.

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A luglio si va a Firenze! posted on 06.12.11 10:42:49

A luglio si va a Firenze!

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Lettura in pausa pranzo. posted on 23.11.11 13:12:36

Lettura in pausa pranzo.

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posted on 26.10.11 00:32:03

Quando morirò io, per favore non mettetevi la mia faccia come foto del profilo di Facebook.

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posted on 24.10.11 18:32:06 Attack the Block

Ovvero, i Goonies con gli alieni e i teppisti.

Un gruppo di ragazzini appartenenti a una gang di quartiere si ritrova a combattere un’invasione aliena di mostracci neri, pelosi e zannuti (“Big gorilla wolf motherfucker”), il tutto nella periferia sud di Londra.

La premessa è bizzara, ma il risultato finale eccellente: il film riprende per certi versi lo spirito dei film di avventura con protagonisti ragazzini tipico degli anni ‘80, ma rivestito di modernità, scene horror, sangue e cadaveri, senza però mai eccedere e mantenendo un’aria leggera, alternando sapientemente tra momenti di grande tensioni e altri di comicità e risate.

Molto bravi gli attori, specie i ragazzini che sanno essere cazzuti e bambineschi allo stesso tempo.

Il film è prodotto da Ed Wright, il regista dei da me tanto amati Shaun of the Dead, Hot Fuzz e Scott Pilgrim vs. the World, e nel cast infatti c’è Nick Frost, che interpreta il ruolo che gli viene meglio: il fattone pigro e divertentissimo.

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L’Horus House Hotel, a Zamalek. posted on 16.10.11 14:21:18
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