Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug

Forse un po’ meglio del primo, ma comunque deludente.

Pur essendo lunghissimo, riesce a dare l’impressione che tutto sia tirato via e raccontato frettolosamente.
Beorn e i ragni di Bosco Atro per esempio, tutto accade in cinque minuti. In un attimo si passa dalla casa di Beorn alla cattura da parte dei Silvani.
Si ha fretta per cosa? Per dare minutaggio a estenuanti e infinite scene di combattimento a casaccio con l’inescusabile presenza di Legolas e dell’elfo femmina, che non solo non servono a nulla, ma anzi interrompono la narrazione con continue e stucchevoli evoluzioni.
E per di più, l’elfa femmina è protagonista della sottotrama più stucchevole, banale, offensiva per il mondo tolkeniano: la romance tra la suddetta elfo e Fili.
Tra un elfo e un nano.
Due razze che si odiano e si detestano da millenni.
Due razze che si stanno così sul culō a vicenda che Tolkien impiega 1000 pagine del Signore degli Anelli per mostrare come tra mille diffidenze questo odio reciproco si possa risolvere e trasformare in amicizia attraverso l’evoluzione del rapporto tra Legolas e Gimli.
Tutto buttato alle ortiche tra occhiate marpione e sguardi lascivi intollerabili. Ad un certo punto speravo che la situazione degenerasse, con l’elfa che togliendosi la tunica con sguardo malizioso dice “Ma bel moretto, è vero quel che si dice intorno ai nani?”, trasformando il tutto in un porno extreme midget interracial. E invece no.

Salva un po’ la situazione il drago, che è veramente magnifico. Peccato che anche qua quel ciccione di Jackson non resiste e deve ficcarci per forza un livello di supermario con i nani che saltano e corrono ovunque nel tentativo di ammazzare il drago con un astruso piano a base di oro fuso e statue giganti (?), piano che chiunque abbia letto il libro sa che non può riuscire, causando quindi sbadigli.

Ora son proprio curioso di vedere quali bestialità si inventerà per il terzo episodio, dato che la storia raccontata nel Lo Hobbit è praticamente conclusa qua. Già ho paura.

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Paratissima 2013 /2

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Paratissima 2013 /1

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33 (numero) - Wikipedia
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Il carpione mi piace molto. In carpione mangerei pure i sassi.
Però preferisco le cotolette.
(Al Barnum)

Il carpione mi piace molto. In carpione mangerei pure i sassi.

Però preferisco le cotolette.

(Al Barnum)

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Vinicio Capossela - Zoom Torino

Venire a sapere quasi per caso di un concerto di Vinicio Capossela allo Zoom di Torino, fiondarcisi all’istante e rimanere conquistati oltre che dalle sue canzoni dalle meraviglie che il parco zoologico offre.

Lo Zoom è un bellissimo zoo, con gli animali che girano abbastanza liberi in grandi aree tutte per loro, e per noi cittadini vedere tutte queste graziose bestioline è affascinante.

Ci sono i lemuri:

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i pinguini:

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le tartarughe giganti:

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gli struzzi e le zebre:

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e poi loro, le vere regine della foresta, le giraffe:

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che dal vivo sono bellissime. È incredibile come riescano ad essere aggraziate e goffissime allo stesso tempo.

C’erano anche le tigri, ma non le ho viste perché erano nascoste a dormire da qualche parte.

E poi c’è stato il concerto: il posto era piccolino, ed ero comodamente seduto in prima fila, a pochi metri dal palco.

Coerentemente con la location, tutto il concerto è incentrato sul tema animali, una sorta di bestiario in musica. Capossela esegue tutte canzoni riconducibili in qualche modo agli animali (Corvo Torvo, Moska Valza, Medusa Cha cha cha, Pryntyl, Polpo d’amor, Goliath, Dalla parte di Spessotto, L’Accolita dei Rancorosi, Il Gigante e il Mago…), brani di altri autori e addirittura di musica medievale, intervallati da letture a tema faunistico e dai suoi soliti discorsi mezzi sconclusionati.

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Tutti i membri della band indossavano giustamente delle maschere da animali, elefanti, orsi, volpi…

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All’inferno voglio andare con un gigante e un mago!

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In Piazza S. Carlo ad ascoltare Ludovico Van.

In Piazza S. Carlo ad ascoltare Ludovico Van.

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Una giornata di mare, e son riuscito a scottarmi l’orecchio sinistro.

Una giornata di mare, e son riuscito a scottarmi l’orecchio sinistro.

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Fast and Furious 6

Perché alla fine chissenefrega delle leggi della fisica?

F&F 6 è un bel film d’azione con la roba che scoppia, le macchine che bocciano e le gente che si mena. E la roba scoppia fortissimo, le macchine bocciano fortissimo, e la gente si mena fortissimo.

E poi c’è la scena finale, che ti fa venire voglia di applaudire e che ti obbliga a prenotare già da ora un biglietto per il settimo episodio.

Una pensiero a tutti quei poveri pendolari spagnoli schiacciati dal carro armato.

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La Casa

Devo dire che questo remake non mi è dispiaciuto.

La parte iniziale mi stava facendo un po’ annoiare, ma poi verso la fine accelera e diventa molto più convincente (anche se contiene un grosso numero di MACCOSA, ma facciamo finta di niente).

Da segnalare l’abbondante gore, e la presenza di tanti piccoli rimandi al film originale (la macchina parcheggiata fuori, la motosega, il nastro adesivo per bendare le ferite, certe soluzioni di regia…)

Manca la facciazza da pazzo di Bruce Campbell, ma non si può avere tutto.

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