Questo è il bizzarro titolo che hanno dato in Italia a Restless, l’ultimo film di Gus van Sant (L’amore che RESTa, RESTless, ovvio, no?).
Racconta la storia di Enoch, un ragazzo, orfano di entrambi i genitori a causa di un incidente d’auto a seguito del quale entra coma, poi si risveglia, gli viene un carattere tutto strano e ombroso, il suo unico amico è il fantasma di un kamikaze giapponese che vede solo lui e ha come hobby quello di andare ai funerali di sconosciuti. A uno di questi conosce Annabel, una ragazza carina e con un tumore al cervello che le concede solo tre mesi di vita. I due si innamorano riuscendo a incastrare le loro sfighe in una relazione dolcissima e leggera.
Detta così sembra un drammone pesantissimo, invece no: senza mai far passare in secondo piano la tragicità della situazione, la storia fra i due protagonisti è viva e vitale, divertente e tenerissima, buffa e surreale come i vestiti che indossano nelle varie situazioni.

Lei è l’Alice di Alice in delusionland, non l’avrei mai riconosciuta.