posted on 04.11.09 11:53:57 The Tournament

Ogni sette anni i 30 assassini più bravi del mondo si riuniscono in una città a caso e si danno la caccia per ammazzarsi a vicenda, per il sollazzo di alcuni ricconi che scommettono e bevono champagne.

Questo banale spunto è il pretesto per un filmetto la cui unica attrattiva è costituita dall’enorme quantità di spari, sganassoni, calci volanti, inseguimenti in macchine e in generale dalla messa in scena di fantasiosi modi per ammazzare la gente. Ogni assassino ha la propria caratterizzazione, c’è il francese che fa il parkour, il russo ex agente speciale, il texano sbruffone col cappello da cowboy, l’orientale strappona e tutta una pletora di altri killer che ammazzano e muoiono nei modi più disparati.

E poi c’è il prete. Un prete con i problemi, alcolizzato e complessato, che si ritrova invischiato nel torneo e diventa il migliore amico dell’orientale, che alla fine è buona perchè è sì un’assassina, ma è un’assassina col TRAUMA, e questo lascia spazio a tanta introspezione psicologica (introspezione psicologica che avviene soprattutto al cesso di un autogrill) (davvero).

La recitazione è un po’ così, gli attori sembrano tutti a metà tra lo scazzato e il divertito, ma quel tipo di divertimento che scaturisce dalla domanda “ma che cazzo sto dicendo?”, e tutti hanno dei buffi accenti.

The Tournament

C’è anche una bizzarra scena con un montaggio di scene al rallentatore di ammazzamenti vari, dei ricconi che fanno festa e di intensi primi piani dell’orientale col trauma e del prete con in sottofondo una canzone un po’ alla Sinatra che mi ha lasciato veramente interdetto.

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