Che delusione.
Alice nel Paese delle Meraviglie sembrava la storia perfetta per Tim Burton: situazioni bizzarre, personaggi strambi e “mostruosi”, un sacco di materiale su cui far lavorare la sua fantasia disturbante.
E invece no. Il film è noiosetto, poco avvincente, l’idea di raccontare il ritorno di Alice nel Sottomondo è buona e potenzialmente ricca di spunti, ma fallisce nella realizzazione: troppe situazioni riproposte dalle vicende originali (se è il ritorno di Alice, perché le succede più o meno tutto quello che le è successo durante la prima visita?), e le situazioni nuove sono raccontate male, lasciano tanti dubbi, non si capisce un granché di quello che succede e di perché succede. E il finale poi è veramente stucchevole e posticcio, con la battaglia finale che vorrebbe essere epica e invece è solo moscia, e il balletto di Johnny Depp è un momento veramente “maddai” (per un attimo mi è venuto in mente The Millionaire, pensa te).
Peccato, perché visivamente è comunque molto bello e fantasioso, ma mi sembra il minimo. Il 3D c’è, ma non aggiunge niente di particolare alla visione.

Alla fine, la cosa migliore del film è la Regina di Cuori di Helena Bonham Carter, la Nicoletta Braschi di Tim Burton.