posted on 27.08.11 12:44:00 Fast Five

Ma alla fine, a chi interessavano veramente le corse in macchina con il NOS e i neon blu?

Evidentemente a nessuno, nemmeno agli autori di questo Fast Five, che dà una bella sterzata alla serie: sposta l’azione in Brasile, riunisce tutto il cast dei precedenti e trasforma la vicenda da “omacci di pessimo gusto fanno noiose corse su macchine truccate” a “organizziamo la rapina alla Ocean’s Eleven”.

La storia si sviluppa secondo il classico canovaccio dei film sulle rapine, molto tempo dedicato alla preparazione del colpo con mille accortezza e una clamorosa cura del dettaglio, e poi va tutto in malora e la si butta in caciara.

E caciara ce n’è tanta, scene d’azione adrenaliniche a raffica, inseguimenti in macchina, inseguimenti a piedi, sparatorie, non si molla mai l’acceleratore (ahahah, l’acceleratore, che gag).

E poi c’è The Rock, che fa la parte dell’agente speciale incazzato nero con Vin Diesel e soci. La scena in cui si confronta con Toretto la prima volta è molto ben fatta e piena di tensione, con loro due che si parlano in faccia vicinissimi (a un certo punto mi aspettavo si baciassero). E poi c’è la scena in cui fanno a botte, e sembra di vedere una versione velocizzata della deriva dei continenti: due montagne che si scontrano e che si fracassano contro i muri, demolendoli allegramente, e tirandosi della gran pizze in faccia.

Il finale poi perde completamente ogni velleità di realismo, e i due protagonisti vanno in giro mer tutta Rio trascinandosi un’enorme cassaforte legata alle loro due macchine, distruggendo edifici, arredi urbani e automobili con la più assoluta noncuranza, in barba ad ogni legge fisica. Bellissimo.

Insomma, m’è piaciuto assai.

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