A luglio si va a Firenze! posted on 06.12.11 10:42:49

A luglio si va a Firenze!

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posted on 08.07.11 12:36:00 Big 4

“Do you want it heavy? Metallica gives you heavy!”

Mammamia che roba.

Partiamo dall’inizio.

Mi pare ovvio che la location migliore per un concerto heavy metal della durata approssimativa di circa 8 ore a luglio sia un parcheggio.

L’Arena di Rho infatti non è altro che un colossale parcheggio, uno spiazzo asfaltato stretto e lungo con il palco al fondo e ai lati stand con le magliette e i panini. Un caldo maledetto, nessuna possibilità di stare all’ombra, bevande vendute a prezzi disumani.

Ma vabbè.

Puntuali come gli orologi, alla 16.30 iniziano gli Anthrax, e alle 18 i Megadeth. Sono due band che conosco poco o niente, e complice anche il caldo torrido e il sole negli occhi non mi lascio entusiasmare troppo: due buoni show, quello degli Anthrax forse più vivace, ma suoni pessimi e volume basso.

Gli Slayer invece sono un discorso a parte.

La musica che suonano può piacere o non piacere, ma non si può non riconoscere che i loro show sono qualcosa di unico e irripetibile, per quello che suonano, per come lo suonano, per le loro facce, per il i tatuaggi e le catene di Kerry King. E poi c’è il mosh pit, gente che si lancia una contro l’altra dandosi spallate, spintoni, saltando e schiantandosi gli uni sugli altri. E detta così sembra un’idiozia, ma quando suonano gli Slayer lanciarcisi in mezzo diventa l’unica cosa sensata da fare. 

E poi è l’ora del pezzo forte.

E non ce n’è per nessuno, i Metallica sono una macchina rodatissima, hanno esperienza, carisma e figaggine a tonnellate, e il pubblico li adora. 

E tirano fuori uno show della madonna, a partire dal’Estasi dell’oro iniziale che fa salire la tensione che si risolve in una tiratissima Hit the Lights come primo pezzo, tanto per far capire su che livelli saranno le due ore successive. La scaletta è splendida, pescando tante canzoni canzoni vecchie e con tante piacevoli sorprese (Ride the Lightning! The Shortest Straw! Blackened! Through the never! Seek and destroy all’inizio! THE CALL OF KTULU!), e il palco è bellissimo nella sua enorme semplicità, senza fronzoli ma con quel colossale megaschermo che una regia attenta sfrutta al meglio.

E poi c’è Ulrich che fa le linguacce e che suona i piatti da in piedi, Hammet con i capelli al vento, Trujillo che rotea col basso al collo e fa il passo del granchio, e papà Hetfield che si diverte, tiene il pubblico in pugno, parla con i ragazzi nelle prime file, fa gli scherzetti (“Thankyou, goodnight”).

Il concerto fila come un razzo con gli effetti pirotecnici e ii fuochi d’artificio di One, i soli di Hammet e Trujillo, la chitarra acustica di Fade to Black, i botti di Enter Sandman.

Tutto il pubblico canta tutte le canzoni dalla prima all’ultima strofa, fa OOOH OHHH curante i cori, canta pure gli assoli di chitarra.

E poi è il momento dei bis, con tutti i membri dei Big 4 che salgono sul palco per suonare Die Die My Darling e Ulrich che fa le foto col cellulare a Dave Lombardo che suona la sua batteria.

E c’è ancora tempo per Damage, Inc. e per il gran finale con Creeping Death e i 35000 spettatori che urlano all’unisono “DIE! DIE! DIE!”.

Insomma, una figata incredibile, e i Metallica sono la band più fica dell’universo.

La scaletta:

  • Hit the lights
  • Master of Puppets
  • The Shortest Straw
  • Seek and Destroy
  • Welcome Home (Sanitarium)
  • Ride the Lightning
  • Through the Never
  • All Nightmare Long
  • Sad but True
  • The Call of Ktulu
  • One
  • For Whom the Bell Tolls
  • Blackened
  • Fade to Black
  • Enter Sandman
  • Die Die My Darling
  • Damage, Inc.
  • Creeping Death

E la parte finale di One, con i fuochi artificiali:

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posted on 26.06.11 15:58:00 Subsonica live @ Aosta - 23-06-2011

Come mi auguravo l’altra volta, sono andato a vedere un concerto dei Subsonica all’aperto, una tappa del tour estivo di Eden.

La location è lo stadio di Aosta, allestito però in modo strano: il palco è sul lato lungo, davanti alla tribuna, ma a piccola distanza da essa, lasciando quindi poco spazio per il parterre in piedi.

Poco male, mi piazzo nelle primissime file in mezzo ai giovani.

I Subsonica sono sempre in forma e carichi, ma il concerto è meno preciso di quello torinese: l’aria del gruppo sembra un po’ più rilassata, commettono qualche sbavatura (tipo Samuel che si dimentica totalmente il testo di Aurora Sogna, obbligando il gruppo a fermarsi tra le risate e a ricominciare), infilano qua e là frammenti di altre canzoni (il riff di Smoke on the Water fatto da Vicio al basso durante Depre, o un frammento di Io Sto Bene dei CCCP durante Benzina Ogoshi - “non studio non lavoro non guardo la tv non vado al cinema non faccio sport”) e hanno generalmente un atteggiamento un po’ più cazzone.

Ma è tutto comunque molto bello, si balla, si salta, si spinge, si canta, si guarda Max che prende a manate la chitarra, e ci si diverte un sacco.

La scaletta è abbastanza simile a quella del precedente concerto, con un ordine diverso e alcune aggiunte: Dentro i Miei Vuoti, inaspettata e bellissima, L’angelo cantata da Samuel col solo Boosta ad accompagnarlo alle tastiere, col resto della band seduta che guarda, e Strade alla fine (con Samuel che stona nel finale).

Insomma, bravi bravi, e con questo fanno dieci.

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posted on 24.05.11 14:23:05 Vinicio Capossela - Marinai Profeti e Balene al teatro degli Arcimboldi

L’ultimo disco di Vinicio Capossela è un’opera molto particolare, che mischia Melville e Omero, il Capitano Achab e Ulisse, riferimenti mitologici e canti marinari, in un affascinante viaggio per mare, un mare cupo, oscuro, ma anche pieno di vita e di promesse.

E il tour del disco segue la stessa strada.

Sul palco, delle gigantesche costole di balena rinchiudono la band, disposta a semicerchio intorno al pianoforte con la gamba d’osso di Capossela, poca luce, colori scuri. Di lato una coffa, da cui scrutare l’orizzonte e suonare l’organo.

La scaletta prevede tutti i brani del nuovo doppio album, in ordine diverso rispetto a quello del disco, più qualche vecchio pezzo, Scivola Vai Via, Solo Mia (che a metà durante il ritornello diventa ‘Pisapia’), Che Cos’è l’Amor (fatta con un arrangiamento strano e insolito).

Poi, di colpo, l’atmosfera raccolta sparisce e esplode la festa con L’Uomo Vivo, con tutto il teatro in piedi a cantare e battere le mani. La pazza gioia di questa canzone porta alla presentazione della band, e al primo bis, Il Ballo di San Vito fatto in maniera stridente e furiosa. Per il secondo bis, Capossela torna in scena da solo, beve una birra raccontando cose al pianoforte, e suona l’ultimo brano, la bellissima Le Sirene.

E poi il concerto è finito, e si torna a casa con sensazioni molto diverse rispetto a quelle suscitate dall’ultimo concerto, ma ugualmente emozionati e conquistati da questo grandissimo artista.

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posted on 13.04.11 10:24:00 Subsonica - live @ PalaIsozaki - 11-04-2011

“Alla fine sono dei bastardi che non ci deludono mai”

Io ai Subsonica ci voglio bene.

Nel corso degli anni sono diventati per tanti motivi uno dei miei gruppi preferiti, e sono stato un sacco di volte ai loro concerti, divertendomi sempre un sacco.

Erano un po’ di anni però che non li vedevo dal vivo: il tour di L’Eclissi l’avevo saltato, e dopo non mi pare abbiano più suonato in giro.

Avevo tante aspettative quindi per il concerto di Torino: il disco nuovo, Eden, si è rivelato essere molto bello, ed ero curioso di sentirne i pezzi dal vivo. E avevo voglia di sentire i pezzi vecchi.

Il PalaIsozaki è pieno da scoppiare, e guardandomi intorno vedo un sacco di gente che all’epoca del mio primo concerto dei Subsonica probabilmente andava ancora a alle elementari. Son cose che fan riflettere.

Cmq, pronti via si inizia: luci rosse, la band entra e si piazza di spalle, Ninja inizia a picchiare come un ossesso e parte “Prodotto Interno Lurido”. E si inizia a ballare di brutto.

Ai Subsonica si può dire di tutto, ma sanno fare belle canzoni, sanno suonare e sanno come si fa un concerto e come far ballare la gente.

Le canzoni si susseguono con un’ottima scaletta, che mischia ottimamente pezzi del nuovo album (combinazione solo quelli che preferisco), a pezzi classici di Amorematico, Colpo di Pistola e Subsonica, e anche qualcosa di Terrestre e L’Eclissi, che fanno la loro figura.

Sentire Albascura, Aurora Sogna, Nuvole Rapide, Il Cielo su Torino, Colpo di Pistola, Eva-Eva, Non Identificato, L’Errore è sempre un piacere, e Sul Sole, Serpente, Eden, Istrice, Il Diluvio (splendida), La Funzione e la fenomenale Benzina Ogoshi (bumbumbum) rendono tutte alla grande.

Molto bello il finale, con Liberi Tutti come primo bis, seguita da Nicotina Groove, lenta, giallastra e strascicata, come guardare il Po (“fiume giallo lento fango d’Orinoco”) alle sei del mattino, e infine, con le luci del palazzetto ormai acceso, L’Odore.

Ora ci andrebbe una data estiva all’aperto, speriamo.

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posted on 11.04.11 11:11:07 Jamiroquai - Live @ PalaOlimpico 02-04-2011

Bel concerto.

Non conosco moltissimo i Jamiroquai, ma dal vivo mi hanno convinto di brutto: la band (erano in undici, tre fiati, tastiere, percussioni, batteria, chitarra, basso e tre coriste) ha suonato alla grandissima, con tonnellate di ritmo e groove che mettevano voglia di ballare, Jay Kay è un grande frontman, ha cantato benissimo e fatto i suoi classici saltelli, balletti e mezze giravolte, e la scenografia era coloratissima e molto d’effetto (specie la parte con sul maxi schermo proiettate delle immagini riprese dalla Ferrari di Kay).

Mi sono molto divertito.

Unica pecca, un po’ breve, e il finale tirato via, un bis e tutti a casa.

Anche la band che ha aperto il concerto, i Penguin Prison, non erano niente male.

Qualche foto:

e il video di Cosmic Girl:

e un pezzetto di Travelling without moving:

L’Isozaki è sempre bello.

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Yeah! posted on 02.03.11 10:23:06

Yeah!

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posted on 12.07.10 11:18:13 Vinicio Capossela - Solo Show (all’aperto, stavolta)

Versione estiva del tour di Vinicio, che sbarca a Bene Vagienna.

Il posto è bello, la gente tanta, la salsiccia buona e la birra (Baladin) è fresca e abbondante.

E il concerto è ancora meglio.

Stessa scenografia di quello teatrale, molto diversa la scaletta: Vinicio tralascia le canzoni dell’ultimo album, a parte Il Gigante e il Mago, con cui inizia e finisce, fa subito i sui grandi classici (Marajà, Ultimo amore, Tanco del murazzo, Dalla parte di Spessotto) e poi tira fuori una serie di vecchi pezzi, come Scatafascio, Non è l’amore che va via, Guiro, che non avevo mai sentito dal vivo, con mia grande soddisfazione. 

Sempre presente il prestigiatore, che spara fuochi d’artificio sulla folla, fa comparire galline dal nulla, passeggia sui trampoli intrappolato in una camicia di forza.

Il finale è splendido: L’uomo vivo, Al Colosseo, Brucia Troia, Il Ballo di San Vito, poi una bellissima presentazione della band (“la trombetta pepperepè, la chitarrina dlin dlin, il fischiarello fiu fiu”), di nuovo Il Gigante e il Mago e infine Al Veglione (“Guidate con prudenza”).

Bello bello bello bellissimo.

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posted on 01.07.10 12:28:00 Gods of Metal 2010

Dopo 5 anni, ritorno ad un Gods of Metal, quest’anno provvidenzialmente situato alla Certosa di Collegno: comodo, ci vado a piedi.

Gli anni passano, ma il GoM è pressapoco sempre lo stesso: caldo torrido, sole, pochissima ombra, banchetti con i cd e i gadget, paninari e birre, e tanta tanta gente strana: giovani, vecchi col gilet di jeans, darkettoni, punk con la cresta, bikers, ragazzini emo, pazzi fuoriosi, bambini con la maglietta dei Cannibal Corpse, un colossale calderone di svariata umanità.

Arrivo alle due, in pieno abbiocco post pranzo, e riesco a vedere nel palco secondario la fine del concerto degli Anvil (mai sentiti prima), col cantante/chitarrista che fa un assolo di chitarra usando un vibratore acceso come slide.

Subito dopo, il momento LOL della giornata: i Van Canto, un gruppo di sei o sette crucchi che fanno cover metal a cappella. Una roba senza senso, soprattutto quando fanno Master of Puppets. Però sono simpatici, pieni di entusiasmo, la gente li apprezza e loro si vede che sono felici.

Mi sposto verso il palco principale, dove suonano prima i Saxon, dei cari vecchietti con un sacco di mestiere, e gli Udo, altri vegliardi molto energici: il cantante, Udo Dirkschneider, sembra uno degli amici del bar di tuo nonno con addosso una mimetica da tundra, ma strilla come un ossesso, ci crede un sacco e tiene il palco benissimo.

Dopo, è il momento dei Cannibal Corpse. Non sono la mia tazza di the, e onestamente non capisco come li si possa ascoltare per più di 5 minuti di seguito, ma è uno show che va visto, suonano a una velocità supersonica come delle macchine e il cantante growla come un indemoniato e minaccia di uccidere chi non canta il coro. Notevoli.

Sul palco secondario ci sono poi i Soulfly: delusione, Cavalera è invecchiato, ingrassato e abbastanza bollito, e il concerto è moscio e poco coinvolgente, dopo due o tre canzoni me ne vado.

Poi, i Bullet for My Valentine, per la gioia dei ragazzetti. Non sono per niente credibili, molto finti e con una vocetta pop totalmente inadatta alla musica che fanno. Si prendono anche una certa dose di bottigliate.

E per finire, il pezzo forte: i Motorhead.

Si fanno aspettare un po’, il parterre si riempie mentre cala il buio, poi arrivano e partono a duecento all’ora, e fanno uno show memorabile. Sfoderano un pezzo dopo l’altro, Lemmy biascica nel microfono col suo stile unico, il volume è sull’undici, e c’è anche spazio per un assolo di Campbell e uno di Mikkey Dee, che si dimostra una volta di più un gran batterista. Le canzoni volano via una dopo l’altra, fino al gran finale con Going to Brazil e Killed by Death, e poi Ace of Spades e un’infinita Overkill. Ed è già ora di andare, Lemmy appoggia il basso all’ampli, le casse fischiano, e nel frastuono generale si accendono le luci.

Grandiosi.

Menzioni speciali:

-il tizio con la tshirt “La techno è una merda”

- il tizio con un sombrero rosa, un gilet dei Twisted Sister sul petto nudo e dei pantaloncini da ciclista

- un bambino di sei anni con gli occhiali da sole in spalle al papà, che fa headbang e le corna durante gli UDO

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Terremoto! posted on 09.06.10 18:37:04

Terremoto!

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